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Statement Dr. Christoph Beumer


  • Presidente e CEO di
  • BEUMER Group GmbH & Co. KG,
  • Presidente del Comitato Direttivo del CeMAT,
  • Membro del Comitato direttivo del Forum Intralogistica,
  • Membro del Consiglio di Amministrazione dell¿Associazione di categoria
  • Tecnica dei trasporti industriali e sistemi logistici nella VDMA,
  • Vicepresidente dell¿Associazione federale tedesca della logistica (BVL)

23.05.2012 [ D ][ E ][ F ][ GB ]

Signore e Signori,


buongiorno. Dr. Gruchow, Lei ha fatto riferimento ad alcuni spunti che vorrei ora riprendere ed ampliare.


Le edizioni del CeMAT che si tengono in Brasile, Russia, Cina e India sono colonne portanti per i mercati di quei Paesi, che stanno diventando sempre più importanti per l'economia mondiale. Queste fiere facilitano l'ingresso sul mercato alle aziende estere. E aiutano le aziende già rappresentate nei Paesi stessi a rafforzare la loro presenza sul mercato. Gli eventi CeMAT sono la più importante piattaforma presso la quale i visitatori possono confrontarsi con gli espositori facendo emergere i propri bisogni concreti e più specifici. Presso queste fiere si stabiliscono contatti fondamentali.


Esporre ai CeMAT in calendario nei Paesi BRIC, però, non è utile solo per gli offerenti esteri, ma anche, e sempre di più, per le aziende interne di questi Paesi. Le aziende cinesi ad esempio, e tra di esse includiamo anche le filiali cinesi di fornitori di altri Paesi, producono, secondo i dati VDMA, prodotti e sistemi intralogistici per un valore di circa 52 miliardi di euro all'anno. Se si aggiunge che le sole aziende tedesche esportano ogni anno in Cina intralogistica per un valore di oltre un miliardo di euro, si capisce che il CeMAT di Shanghai rappresenta per questo enorme mercato molto più che non una semplice porta di ingresso delle importazioni.


Lo stesso si può dire per il mercato in crescita del Brasile. Nel 2010 gli offerenti brasiliani di intralogistica hanno raggiunto un fatturato di 1,3 miliardi di euro - il che significa una crescita del 45 per cento sull'anno precedente. Il Brasile acquista intralogistica per un valore di oltre 330 milioni di euro dalla sola Germania - un valore più che raddoppiato nell'arco di tre soli anni.


E visto che stiamo parlando di numeri, consentitemi di fare una breve carrellata sui maggiori Paesi produttori mondiali di intralogistica. I dati sono della VDMA e si riferiscono alla situazione del 2010. Gli uffici di statistica hanno bisogno di lavorare di norma almeno un anno per raccogliere i dati.


Il maggior fornitore mondiale di prodotti e sistemi intralogistici è la Cina. Le aziende di questo Paese realizzano, come già accennato, un fatturato di circa 52 miliardi di euro. Al secondo posto troviamo gli USA, con un fatturato di 21,5 miliardi di euro. La cosa più rilevante da notare al riguardo è che gli USA sono stati per anni, possiamo dire per decenni, il più importante Paese fornitore di intralogistica. Da circa cinque anni la Cina li supera - nel 2010 la Cina ha fatturato 2,5 volte più degli USA. Il terzo maggior Paese fornitore mondiale è il Giappone, e più o meno al suo fianco si colloca la Germania. Qui bisogna però ricordare che nel 2010 le oscillazioni valutarie tra euro e yen hanno avvantaggiato il Giappone per circa un miliardo. Nella Top 10 figurano gli altri Paesi fornitori europei, tutti accomunati da una tendenza: nel 2010 nessuno di essi è riuscito a risalire verso i valori record del 2008. Nel 2010 il Brasile è presente per la prima volta tra i dieci maggiori Paesi fornitori di intralogistica ma è in controtendenza rispetto ai Paesi europei: nel 2010 il Brasile ha infatti nettamente superato il livello pre-crisi.


Le aziende tedesche di intralogistica esportano più del 56 per cento dei loro prodotti - una tendenza, questa, che è in crescita. Il maggiore e più importante acquirente di prodotti tedeschi di intralogistica è naturalmente la Cina, alla quale è da attribuirsi un volume di import superiore a un miliardo di euro, con un aumento quasi del 40 per cento rispetto all'anno precedente, nel quale aveva già raggiunto un volume di acquisti di 725 milioni di euro.


Osservando il quadro generale, è interessante notare che la Francia è diventata per la Germania un Paese acquirente più importante degli USA, che comunque hanno acquistato il 20 per cento in più dai fornitori tedeschi. Ed è altrettanto interessante rilevare che la Russia, con un volume di importazioni dalla Germania pari a 634 milioni di euro, è diventata il quarto cliente per importanza dell'intralogistica tedesca. Anche il Brasile ha nettamente accresciuto il suo volume di acquisti e sembra destinato a imporsi tra i Top 10. L'India, per completare il quadro d'insieme dei mercati in crescita dei Paesi BRIC, è l'undicesimo acquirente di intralogistica tedesca. E per la prima volta si affaccia in graduatoria la Polonia.


È necessario - e sensato - spostare anche parti della creazione di valore nelle aree target per essere direttamente sul mercato e sui clienti. Questo è a parer mio un passo importante per la sostenibilità: portare il criterio economico, la preoccupazione ecologica e i prodotti in tutto il mondo senza por tempo in mezzo. Senza contare che abbiamo il dovere di assumere una responsabilità sociale anche a livello internazionale.


Per noi che offriamo tecnica dei trasporti industriali e di carico e scarico, tecnica della pallettizzazione e del packaging, sistemi di smistamento e di distribuzione è stato necessario già da tempo spostare all'estero una parte della nostra creazione di valore. I sistemi di trasporto e di carico e scarico vengono spesso utilizzati nell'estrazione di materiali da costruzione e di materie prime: un ambito, questo, nel quale i mercati in crescita sono tutti al di fuori dell'Europa. Lo stesso discorso vale per i nostri impianti di smistamento aeroportuali: dobbiamo essere presenti là dove ci sono progetti e clienti.


La nostra azienda, il Gruppo BEUMER, genera un fatturato annuo di circa 500 milioni di euro - e l'85 per cento di questo fatturato è prodotto al di fuori della Germania, con oltre la metà della creazione del valore che avviene all'estero. Il nostro settore, oggi, può funzionare solo in un contesto globale.


Gentili Signore, Signori, i numeri confermano la portata internazionale - anzi globale - del settore dell'intralogistica.


Ma quello dell'intralogistica è un settore internazionale anche dal punto di vista tecnologico, perché offre, attraverso la tecnologia, risposte a sfide e megatendenze che già oggi dobbiamo affrontare ma che sempre più ci accompagneranno soprattutto in futuro. Con questo intendo fare riferimento a tendenze e sviluppi quali scarsità delle materie prime, cambiamento demografico, necessità di approvvigionamento degli abitanti delle metropoli e delle aree ad alta concentrazione urbana e industriale, e crescente tendenza alla singolarizzazione della struttura familiare. Ora, tutte le sfide del futuro si possono ridurre a un'unica formula:


Abbiamo bisogno di più sostenibilità!


E per sostenibilità io intendo l'accordo tra economia, ecologia e responsabilità sociale.


Rapportato all'intralogistica, questo significa

  • efficienza dei sistemi e dei prodotti
  • approccio rispettoso alle risorse
  • attenzione alle persone coinvolte nei processi.


Questo porta a cambiamenti radicali in ambito intralogistico. La priorità, in sostanza, non è più semplicemente ottenere maggiori prestazioni. La priorità è trovare, in termini di prestazioni, la risposta più adatta a ogni singola esigenza, utilizzando quanto meno materiale possibile, consumando quanta meno energia possibile e gestendo i processi con quanta più automazione possibile ma allo stesso tempo anche con quanta più flessibilità possibile. Mettendo al centro dell'attenzione non la tecnica ma la persona in quanto utente e beneficiaria dei sistemi resi disponibili dalla tecnica.


Gli offerenti di sistemi intralogistici devono assimilare queste tendenze e tenerne conto nella realizzazione dei loro sistemi. Già al CeMAT 2011, qui ad Hannover, abbiamo potuto vedere molte idee e proposte di soluzione a queste sfide. E quello che abbiamo visto era molto promettente - dobbiamo quindi aspettarci grandi cose dal CeMAT 2014.


Il cambiamento demografico, in particolare, rappresenterà una grande sfida per la logistica e per l'intralogistica. Perché questo cambiamento porta a una trasformazione delle strutture di approvvigionamento, a una trasformazione della vita lavorativa, a una trasformazione delle postazioni di lavoro.


La piramide delle età presenta una struttura ormai tipica in molti Paesi industriali, rivelando una ridotta presenza di giovani e una forte presenza di persone anziane. Le persone anziane rimangono attive sempre più a lungo. E ciò si rifletterà, a breve o a lungo termine, anche nella vita lavorativa. Sull'intralogistica questo produce un duplice effetto. Da una parte si dovrà provvedere all'approvvigionamento individuale di un numero crescente di persone anziane - per cui cresceranno sensibilmente il gettito delle consegne a domicilio e le forniture singole. Dall'altra aumenterà nettamente l'età media degli addetti alla produzione, alla gestione di magazzino e alla distribuzione. E questo si ripercuoterà sulla struttura dei posti di lavoro. Si dovranno ulteriormente alleviare la fatica fisica e mentale di alcune attività.


Nell'intralogistica aumenteranno quindi l'automazione e la concatenazione dei processi. Già oggi ampie sezioni della catena intralogistica sono interamente automatizzate. L'esempio migliore viene in questo senso dai sistemi di smistamento e di distribuzione, che rappresentano l'elemento centrale della catena di flusso dei materiali ad esempio negli aereoporti o nei centri di distribuzione. Soprattutto negli aeroporti che hanno funzione di scalo intermedio si avverte l'esigenza di sempre migliori prestazioni degli impianti di trasporto dei bagagli per consentire ai passeggeri più veloci tempi di transito. La tecnica deve stare al passo con la megatendenza alla "mobilità crescente". E lo può fare attraverso un elevato e affidabile grado di automazione e una elevata penetrazione del software.


In un centro di distribuzione i potenziali di automazione emergono già nell'area di arrivo delle merci. I container vengono infatti scaricati in modo interamente automatico, il trasporto all'interno del centro avviene in modo totalmente automatico, e persino l'evasione degli ordini, che è un'attività estremamente complessa, è pienamente automatizzabile, esattamente come lo sono la pallettizzazione e il packaging.


Anche la tendenza alla singolarizzazione che caratterizza la nostra società e il crescente volume delle consegne a domicilio modificano l'intralogistica. Gli assortimenti cambiano sempre più in fretta, produttori e commercio devono sempre più spesso fare fronte a esigenze particolari della clientela. Questo fa diminuire le dimensioni dei lotti e aumentare la gamma delle varianti. Senza contare che le consegne al cliente devono essere sempre più veloci. Ecco quindi che si diversificano i tipi di magazzino, ecco che nei centri di spedizione avvengono sempre più processi di montaggio e di nobilitazione. Questo richiede processi altamente flessibili. E l'elemento chiave che rende possibile tali processi è l'uomo - nessun sistema automatico può essere altrettanto flessibile e agile.


Altro punto importante: non c'è affermazione più sicura in merito ai futuri sviluppi economici di quella secondo la quale i prezzi dell'energia continueranno ad aumentare nei prossimi anni - possiamo già oggi toccare con mano questo aspetto della svolta energetica. E anche questo comporta una serie di effetti: che gli impianti devono essere gestiti con un più contenuto impiego di energia, che li si deve mettere in funzione solo quando se ne presenti realmente il bisogno, che si tende a fare ricorso a un'energia liberalizzata, che si utilizzano materiali più leggeri e che gli impianti vengono "downsized" per utilizzare meglio gli spazi.


Non andrò oltre nell'elencazione di queste sfide, che non sono molte a dire il vero ma sono enormi. Per poter rispondere a queste sfide, occorre un enorme investimento in ricerca e sviluppo e in formazione di ingegneri.


La Germania è considerata un po' la 'Silicon Valley' dell'intralogistica: le innovazioni, l'intelligenza dell'intralogistica vengono da qui. Ma le invenzioni e le innovazioni non possono essere circoscritte alla Germania, vanno collocate in un'ottica globale. Per questo abbiamo un estremo bisogno già oggi, e ne avremo ancora di più nel prossimo futuro, sia in Germania sia a livello internazionale, di ingegneri che sappiano sviluppare - e soprattutto applicare - soluzioni efficienti, attente alle risorse ed ergonomiche.


Lo confermano anche dati recenti resi noti dall'Istituto tedesco per la ricerca economica (DIW) di Berlino. Secondo tali dati, dal 2001 le aziende tedesche e le aziende straniere presenti in Germania avrebbero aumentato di un terzo i loro investimenti in ricerca e sviluppo sino ad arrivare a una spesa di circa 45 miliardi di euro. Dal 2007 le aziende straniere investirebbero in R&S, nel nostro Paese, circa quattro miliardi di euro in più di quanto le aziende tedesche non investano all'estero. E sempre secondo la DIW non ci sarebbe alcun segnale che le aziende tedesche intendano dislocare la loro ricerca in misura significativa in Paesi esteri. Anzi, nell'ultimo decennio le aziende tedesche avrebbero addirittura leggermente ridimensionato i loro investimenti in R&S al di fuori della Germania. Gli investimenti in R&S delle aziende tedesche nei Paesi esteri ammonterebbero a circa undici miliardi di euro. Il più importante insediamento estero di ricerca delle aziende tedesche sarebbero gli USA, con una spesa di 3,8 miliardi di euro. Facendo riferimento al numero dei brevetti, un buon undici per cento delle invenzioni delle aziende tedesche all'estero è da attribuirsi ad aree quali i Paesi BRIC, l'Europa Centrale e dell'Est, il Sud-Est asiatico.


Le aziende estere investono in Germania, in progetti di R&S, circa 15 miliardi di euro - e la tendenza è in crescita. Esse danno attualmente lavoro in Germania a circa 85.000 addetti.


Questi dati tracciano un quadro lusinghiero della Germania come luogo di R&S per il futuro - è bene che il salone leader mondiale dell'intralogistica, il CeMAT, si tenga in Germania. Questi stessi dati esprimono però anche un'esigenza: e cioè che in Germania sia disponibile un numero adeguato di specialisti altamente qualificati, all'altezza dei compiti da svolgere a livello nazionale e internazionale. Occorre dunque sforzarsi al massimo per formare bene i giovani - e soprattutto per farli appassionare alla tecnica -affinché sappiano affrontare le sfide del futuro.


La mia esperienza personale mi induce a questo proposito ad aggiungere che qui in Germania è molto bene accetto personale qualificato proveniente dall'estero.


Grazie per la vostra attenzione.


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